• Escursionismo Estivo

RIFUGIO SCARFIOTTI SENTIERO GLACEOLOGICO - Valle Susa


RIFUGIO SCARFIOTTI SENTIERO GLACEOLOGICO - Valle Susa 
 - 03-09-2017 ESCURSIONISMO ESTIVO

Descrizione

Alla scoperta geologica del vallone di Rochemolles

Località di partenza: Rifugio Scarfiotti (2158 m) Bardonecchia

Località di arrivo Rifugio Scarfiotti (2158 m) Bardonecchia

Dislivello: 300 m

Difficoltà : T/E

Tempo di percorrenza: 3.00

Ritrovo: ore 07.45 in c.so Regina Margherita ang.c.so Potenza (ex istituto Maffei)

Partenza: ore 08.00

Rientro previsto: ore 17.00

Mezzi di trasporto: auto proprie

Equipaggiamento: La gita si svolge su sentiero segnalato. Sono indispensabili: pedule o scarponi efficienti, pantaloni lunghi, pile, giacca a vento, mantella o ombrello in caso di maltempo, cappello, occhiali da sole, crema solare, zaino, borraccia. Utili i bastoncini telescopici.

Ultimo sopraluogo: 17 agosto 2017

Punti acqua lungo il percorso vicino al rifugio alla partenza del sentiero

Iscrizioni: entro giovedì 31 agosto 2017

Costi: 3 euro (spese organizzative*)

*NOTA La Sottosezione UET del CAI TORINO raccomanda per i partecipanti non soci la copertura assicurativa infortuni ad euro 5,58 al giorno e la copertura "soccorso alpino" ad euro 2,23 al giorno. Per i non soci l'iscrizione deve essere fatta entro il giovedì precedente l'escursione, comunicando data di nascita ed indirizzo.

Accompagnatori:

Luigi Bravin 335.8015488 (AE/AEI)

Giovanna Vera Traversa 333.4648226 (ASE)

Giuseppe Rovera 339.7684218 (aa)

Cartografia: IGC 1:50.000 f. 1

Percorso stradale: Torino – Bardonecchia – Rochemolles – Rifugio Scarfiotti

Sosta bar e servizi: Stazione di Bardonecchia

Percorso: Il Sentiero geologico balcone del Ghiacciaio del Sommellier è situato nella valle di Rochemolles (Bardonecchia), a monte del Rifugio. Il tracciato forma un anello e permette di ammirare e studiare la geomorfologia glaciale, qui particolarmente sviluppata, in un ambiente di alta quota.

Fra 200 e circa 100 milioni di anni fa un oceano si estendeva al posto delle Alpi, dividendo l’Europa dall’Africa. Questo grande mare, caratterizzato da un’intensa attività magmatica sottomarina e da un ambiente tropicale pullulante di vita, ha lasciato di sé spettacolari testimonianze proprio nel cuore delle Alpi.

Dal parcheggio nei pressi del rifugio si segue il cartello sentiero geonaturalistico, si attraversa il ponte per dirigersi sul prato che conduce al col d’Etiache. Il sentiero sale ripido e compie quasi tutto il dislivello in questo tratto. A quota 2380 circa, si raggiunge il primo cartello didattico (vista dei laghi del Pian du Fond, del Gros Peyron e della Rognosa d’ Etiache). Il sentiero continua, ma poco dopo devia alla segnalazione che dice sentiero geologico 2.50 ore. Si prende a destra , seguendo il paletto con il segno bianco, ma a questo punto si faccia attenzione ai paletti perché la traccia del sentiero scende chiaramente per attraversare una forra, dopo la quale il segno bianco e rosso è di nuovo ben visibile.

Dopo aver perso circa 30 metri di dislivello il sentiero risale nell’erba con una bella vista della conca del Pian du Fond, al cospetto dell’imponente Bric del Mezzodì. Si seguono i segni egli ometti in pietra sino a raggiungere un altro cartello didattico dopo aver percorso una pietraia unica difficoltà della gita, siamo a metà gita. Qui sosteremo per riposarci e bere sulle sponde di un piccolo laghetto.

La salita prosegue a quota 2420 m. circa raggiungendo un altro cartello didattico e di qui, tenendo la destra (attenzione ai segni che subito non si vedono) si risale l’altro versante per completare il giro ad anfiteatro, in direzione di un ometto e dell’ultimo cartello ben visibile in alto.

Di qui inizia la discesa ancora tra segni non sempre ben visibili e con sentieri confusi dal passaggio delle mucche al pascolo.

Note: la gita non presenta particolare difficoltà, ne per sviluppo, ne per dislivello.

Interessante è l’aspetto naturalistico. L’itinerario permette di conoscere la geologia del vallone attraverso il paesaggio e le rocce. Tutto questo avviene attraverso pannelli esplicativi che permettono di capire i cambiamenti del paesaggio per ammirare il magnifico scenario in cui si sviluppa il percorso.

Le informazioni della scheda sono tratte da: Sentieri in Val Susa 70 itinerari tra storia e natura di R. Carnisio.

Si fa presente che il raggiungimento della meta terrà conto delle condizioni meteo del momento e sarà deciso ad insindacabile giudizio degli accompagnatori.


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