• Escursionismo Estivo

LA FAGGETA DEL VALLONE DI GRAN DUBBIONE (Pinerolese)


LA FAGGETA DEL VALLONE DI GRAN DUBBIONE (Pinerolese) - 22-04-2018 ESCURSIONISMO ESTIVO

Descrizione

Interessante giro di vecchie borgate a quota modesta alla riscoperta delle tradizioni e della qualità della vita nel basso pinerolese

Località di partenza:Dubbione (Pinasca, TO) 

Località di arrivo: Dubbione (Pinasca, TO)

Dislivello, Sviluppo: 500 mt, lunghezza del percorso 14 km.      

Difficoltà: E - Escursionismo       

Tempo di percorrenza: 5 ore      

Ritrovo:  ore 8.00 in c.so Regina Margherita ang.c.so Potenza (ex istituto Maffei)

Partenza:  ore 8.15

Rientro previsto: ore 18.00

Mezzi di trasporto:  Auto proprie

Equipaggiamento:                       

La gita si svolge su sentiero segnalato. Sono indispensabili: pedule o scarponi efficienti, pantaloni lunghi, pile, giacca a vento, mantella o ombrello in caso di maltempo, cappello, occhiali da sole, crema solare, zaino, borraccia.Utili i bastoncini telescopici.

Ultimo sopralluogo:21/4/2018

Punti acqua lungo il percorso: nessuno          

Iscrizioni: Entro venerdì 20/04/2018 presso la sede sociale al Monte dei Cappuccini

Costi: 3 euro(spese organizzative*)

*NOTA La Sottosezione UET del CAI TORINO raccomanda per i partecipanti non soci la copertura assicurativa infortuni ad euro 5,58 al giorno e la copertura "soccorso alpino" ad euro 2,23 al giorno. Per i non soci l'iscrizione  deve essere fatta entro il giovedì precedente l'escursione, comunicando data di nascita ed indirizzo.

Accompagnatori:

  •        Franco Griffone 328 4233461
  •        Massimo Aruga 347 4155436
  •        Francesco Bergamasco 335 7072997
  •        Giovanna Salerno 333 4630549
  •        Mauro Zanotto 340 1427092

Cartografia:Fraternali 1:25000 n.6 Pinerolese, Val Sangone   

Percorso stradale: Da Torino raggiungere Pinerolo e proseguire lungo la superstrada in direzione Sestriere. Superate le due gallerie, alla seconda rotonda, si esce a destra attraversando l’abitato di Villarperosa e raggiungendo la b.ta di Dubbione, fraz.di Pinasca. Alla rotonda si svolta a destra, entrando nel paese e attraversandolo, mediante la stretta strada che termina presso il ponte di Annibale, dove è possibile lasciare l’auto.

Sosta bar e servizi: Borgata di Dubbione, frazione di Pinasca

Percorso:

I Rii del Gran Dubbione nascono alle pendici della Punta dell’Aquila e del monte Cristetto: unendosi confluiscono nel Chisone poco a valle dell’abitato di Dubbione in val Chisone. Si pensa che la parte alta del vallone sia la più interessante perché selvaggia, aspra, dirupata, con le numerose vie di arrampicata: è vero, però questo itinerario merita assolutamente essere percorso partendo da fondovalle, da Dubbione frazione di Pinasca.

Il primo tratto, quello che porta alla borgata Tagliaretto e poi alla cappella di Serforan, è assai interessante e imperdibile. Alternando brevi tratti dove si sale, sempre moderatamente o si scende, ad altri più numerosi in piano, una piacevole traccia s’addentra nel vallone alla scoperta di un mondo che non c’è più.

Vale la pena percorrerlo per vedere le numerose meridiane di Tagliaretto raggiungendo nella parte mediana della valle la singolare cappella di Serforan posta su un poggio a picco sul torrente percorso, perché il cammino non affatica, magari programmando una sosta per il pranzo presso l’area di sosta predisposta alla cappella Serforan dedicata alla Madonna della Neve, scendendo al torrente nei pressi del ponte Delle Piane.

Poi, di qui in avanti, le cose cambiano decisamente perché si percorre lungamente una gola stretta da estese e dirupate pareti rocciose dove sono presenti numerose vie di arrampicata e altri tratti impegnativi, attraversando nel procedere il torrente sette volte su sette ponti.

Raggiunta infine la borgata di Serremoretto, con la caratteristica chiesa sul crinale, si scende a valle per un altro vallone, pure assai interessante, risalendo infine alla cappella di Serforan dove l’anello si chiude.

Le numerose bacheche e altro che si incontrano lungo il percorso raccontano la storia di questo vallone “che profuma d’antico”.

Tutto il percorso è ottimamente segnato e segnalato, come del resto altri itinerari della val Chisone.


Raggiunto l’abitato di Villar Perosa, in bassa val Chisone, occorre proseguire sino alla successiva borgata di Dubbione, frazione di Pinasca. Alla rotonda, abbandonata la statale, si esce alla prima prendendo a destra la stretta via che inoltrandosi tra le case termina al ponte di Annibale dove nei pressi si può lasciare l’auto.
Subito individuata la traccia segnalata come via Gran Dubbione si percorre inizialmente uno stradello asfaltato che salendo rasenta il muraglione della “Villa delle Rose” al fondo del quale termina e comincia il sentiero.

La piacevole traccia che ora si prende, il sentiero 347, alternando brevi tratti in salita ad altri più numerosi in piano, s’inoltra addentrandosi progressivamente nel vallone costeggiando da principio i soliti muretti che delimitano vecchi terrazzamenti di coltivi da tempo in abbandono. Superata una fontana con annessa panchina subito dopo si raggiunge uno stradello che si prende verso monte sempre seguendo l’indicazione per i “7 ponti”. Alla svolta che segue si prosegue diritti raggiungendo così i ruderi delle case Gaido, dove si sceglie la “variante della fontana” perché per la traccia che scende si passerà tornando.

Il sentiero si inerpica ripido uscendo sullo stesso stradello più su poco sotto la notevole chiesa di Tagliaretto, il paese delle meridiane. Nella borgata, un tempo assai popolata, oltre la bella chiesa, si trova il cimitero, le ex scuole, la fontana e numerosi edifici ristrutturati: anche il forno. Sempre proseguendo in piano si raggiunge più avanti il caratteristico poggio-dorsale dove sorge la notevole cappella Serforan, dedicata alla Madonna della Neve strapiombante sul sottostante torrente. Sull’ampio sagrato, a margine di una modesta area di sosta, si trovano altre indicazioni.

1 ora e 30 minuti c.ca dal ponte di Annibale.

Qui giunti si prosegue stando sullo stradello che s’allontana tralasciando il sentiero che scende al torrente per la quale si ritornerà. Alla prima svolta si prosegue diritti, sempre seguendo l’indicazione “7 ponti” e rio Gleisassa subito raggiungendo il torrente che si attraversa sul primo ponte.

La traccia s’inoltra nella gola, stretta da ripide ed estese pareti rocciose, rimanendo sempre mediamente vicina al corso d’acqua. Così continuando si supera il secondo, il terzo ed il quarto ponte raggiungendo l’aperta radura, dominata dalla parete del Visch, dove parte anche “La Glèiza di Barbèt”, percorso ad anello con tratti attrezzati riservato ad escursionisti esperti.

Proseguendo ancora, sempre vicini al torrente, si scopre che il quinto ed i sesto ponte non ci sono più perché travolti da una piena: si presume saranno ricostruiti. Al loro posto delle sicure passerelle facilitano l’attraversamento. Così continuando si raggiunge il settimo ponte oltre il quale la lastricata mulattiera ancora s’addentra, stretta ora dai soliti muretti, uscendo infine sulla strada asfaltata che sale sin qui da Pinasca. Con già in vista la chiesa di Serremoretto, posta sul crinale che separa i due valloni, si continua per poco subito trovando, sulla sinistra, l’indicazione per il Cro, ore 2, “Le ciaspole”.

La traccia s’inoltra tra le case della borgata Rocceria e traversando nel castagneto si supera appresso l’ottavo ponte, quello della Rocceria, salendo a raggiungere alla sommità l’abitato di Serremoretto dove spicca la bella chiesa con il vicino cimitero. La borgata, un tempo assai popolata, situata sul crinale che separa i due valloni, è posta sotto la cerchia di monti che si aprono a ventaglio: dal Cucetto al Cristetto passando per la Punta della Merla e la Punta dell’Aquila.

1 ora e 15 minuti c.ca dalla cappella Serforan.

Delle indicazioni consentono di scendere su sentiero o sulla strada dalla parte opposta verso la sottostante borgata dei Traversi, che dà il nome al vallone che si percorrerà scendendo. Non si raggiungono le case perché, superato il ponte in muratura sul torrente, il nono, per prati o per strada si scende al ponte stradale trovando nei pressi della solita bacheca l’indicazione ”Percorso pedonale e cicloturistico”, traccia che scende nel vallone detto “Comba dei Traversi”. Assai piacevole da percorrere questa traccia scende a valle sempre restando vicina al corso d’acqua raggiungendo così prima il superbo ponticello in pietra sul torrente, il decimo, poi, dopo un lungo tratto dove sempre si scende di poco, un pilastrino con sopra una croce metallica superato che si ha si scende ripidi verso il torrente.

Un paio di svolte permettono di ritrovare al fondo il corso d’acqua dove ancora si prosegue lungamente, ora scendendo di poco, raggiungendo infine il ponte Delle Piane. Dalla parte opposta, superato lo stradello, il sentiero riprende inizialmente in piano per poi cominciare a salire con un traverso ascendente che termina più su alla cappella di Serforan dove l’anello si chiude.

Qui giunti non resta che ritornare, per la stessa via, a Dubbione. Tralasciata subito dopo la deviazione verso monte che porta a Tagliaretto, si prende quella verso valle che porta prima alla borgata Gaido, abbandonata, poi al bivio della “variante della fontana”. Sempre proseguendo sul sentiero di valle si scende e piacevolmente si torna al ponte di Annibale.

2 ore e 15 minuti c.ca da Serremoretto.

Altre annotazioni:

I rii del Gran Dubbione nascono alle pendici della Punta dell’Aquila e del monte Cristetto per unirsi e poi confluire nel Chisone poco a valle del centro abitato di Dubbione in val Chisone.

Il ponte di Annibale attuale non è sicuramente un'opera del III secolo a.C., ma una testimonianza più recente (forse XVIII sec.), costruita forse proprio in un punto ove i Cartaginesi superarono il rio con qualche sistema (sicuramente senza costruire un ponte di pietra), per portarsi così al centro della valle e quindi dirigersi verso la pianura.
Piace però pensare che l'illustre guerriero sia passato un giorno lontano da Dubbione.

Alla scoperta di borgate e modi di vivere di un passato neanche così lontano.

L’essenza forestale dominante nel piano montano è il faggio in val Chisone; la sua distribuzione si assesta poco oltre Villaretto. Le faggete neutrofile e mesotrofe sono ascrivibili all’alleanza Fagion Sylvaticae e consistono in formazioni a faggio e ad abete bianco, con la presenza di specie come Cardamine Heptaphilla, Prenanthes Purpurea, Asperula Odorata, Festuca Sylvatica. Le Faggete Acidofile sono ascrivibili all’Alleanza Luzolo-Fagion. Si tratta di zone influenzate dall’azione antropica con ceduature a pascolo.

Molto diffusi sono i popolamenti boschivi secondari, quali betuleti e noccioleti, popolamenti di transizione caratterizzati da presenza di tiglio, aceri, frassini, olmi montani e popolamenti di sostituzione che vedono l’abbondanza del castagno. Sotto le rupi, molto frequente, è la specie endemica delle Alpi Cozie Campanula Elatines.

Per quanto riguarda i popolamenti erbacei, hanno ampia diffusione i triseteti, i prato-pascoli acidofili a Festuca Tenuifolia e i mesobrometeti, tutte graminacee legate ai boschi montani.                                                                    

Nel vallone di Gran Dubbione gli alberi da frutto più diffusi erano il pero, il melo, il ciliegio e il susino. La maggior parte di queste piante cresceva in modo spontaneo in quanto di rado erano conosciute le tecniche della potatura e dell’innesto. Le castagne avevano infine un ruolo importante nell’alimentazione degli abitanti della vallata: erano consumate sia fresche che secche. La raccolta avveniva all’inizio dell’autunno con luna calante.

Si fa presente che il raggiungimento della meta terrà conto delle condizioni meteo del momento e sarà deciso ad insindacabile giudizio degli accompagnatori.


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