• Escursionismo Estivo

Lou viol d’ Valter – Prali – Val Germanasca (TO)


Lou viol d’ Valter – Prali – Val Germanasca (TO) - 13-10-2019 ESCURSIONISMO ESTIVO
2-18661.jpg
dscf5805.jpg
dscf5808.jpg
dscf5810.jpg
dscf5809.jpg
dscf5811.jpg
dscf5812.jpg
dscf5813.jpg
dscf5815.jpg
dscf5816.jpg
dscf5817.jpg
dscf5825.jpg
dscf5826.jpg

Descrizione

Perché questo sentiero?
Quando nel luglio del 2012 è morto prematuramente Valter, parenti ed amici hanno sentito l'esigenza di dedicargli qualcosa che lo rappresentasse.

 

Hanno scelto il sentiero perché esprime l'attaccamento a questi luoghi a cui lui si è sempre dedicato in forma attiva.
Non si tratta di un sentiero nuovo, ma si è voluto continuare un lavoro che gli era particolarmente caro: quello della cura del paese e di tutto quello che Io circonda.

Ripristinare e mantenere attivi questi sentieri era per Valter, oltre che strumento di tutela e presidio del territorio stesso, anche un modo per valorizzare e ricordare quel cammino che ai nostri nonni è costato tanta fatica.

Itinerario ad anello nel Vallone di Rodoretto (Val Germanasca)

 

UET Organizza il 13 ottobre 2019

ESCURSIONE “LOU VIOL DE VALTER”

(Vallone di Rodoretto)

Percorso ad anello

 

Località di partenza: Borgata CHAI di Rodoretto (mt. 1440)

Località di arrivo: Passo Fetulà (mt. 1990)

Dislivello: 550 mt.

Difficoltà: E/EE

Tempo di percorrenza:  5 ore con sosta

Ritrovo: ore 6,15  corso Regina Margherita angolo corso Potenza (ex istituto Maffei)

Partenza:  ore 6,30

Rientro previsto: indicativamente ore 18,30 (senza merenda sinoira)

ore 20,00 (con merenda sinoira)

Mezzi di trasporto:  auto proprie

Equipaggiamento: La gita si svolge su sentiero segnalato. Sono indispensabili: pedule o scarponi efficienti, NO SCARPE DA GINNASTICA, pantaloni lunghi, pile, giacca a vento, mantella o ombrello in caso di maltempo, cappello, occhiali da sole, crema solare, zaino, borraccia. Utili i bastoncini telescopici.

Punti acqua lungo il percorso:  al parcheggio di Chai

Iscrizioni: entro venerdì 11 ottobre 2019

Costi: 5 euro( di cui 3 euro spese organizzative* + 2 euro visita Museo Etnografico)

Facoltativo per tutti € 15,00 per la merenda sinoira alla Trattoria Fontane

*NOTA La Sottosezione UET del CAI TORINO raccomanda per i partecipanti non soci la copertura assicurativa infortuni ad euro 5,57 al giorno e la copertura "soccorso alpino" ad euro 3,00 al giorno. Per i non soci l'iscrizione deve essere fatta entro il giovedì precedente l'escursione, comunicando data di nascita ed indirizzo.

Accompagnatori:                        

ASE Valter INCERPI                               3382349550

AE   Domenica BIOLATTO                    3484024822

AE   Giovanna SALERNO                       3334630549

AE   Massimo ARUGA                            3355918732

AE/AEI Francesco BERGAMASCO        3357072997

ASAG Giuseppe PREVITI                       3493680945                                                

Cartografia:  Carta Fraternali n.5 1:25000 Val Germanasca – Val Chisone

Percorso stradale: Tangenziale sud direzione Pinerolo – per la Val Chisone fino a Perosa Argentina (piazza del mercato) – svoltare a sinistra per Prali fino alla deviazione a destra per Rodoretto (dopo le miniere) – si raggiunge la piazzetta di Chai dove si parcheggia l'auto.

La gita sarà coadiuvata dal sig. Barale Pierino sulla nascita di questo sentiero in ricordo di Valter, e dalla sig.ra Mafalda per la visita al Museo al ritorno dall'escursione.

Percorso: Il punto di partenza è dal parcheggio, si attraversa il paese di Rodoretto dove troviamo il museo etnografico e le due chiese (Valdese e cattolica).

Si prosegue in direzione Bounous a quota 1491 mt. e Chandermant a quota 1680 mt.

Il sentiero svolta a sinistra per arrivare al bivio quota 1850 mt. per il colle di Serrevecchio.

Al bivio svoltiamo a sinistra e proseguiamo fino al bivio della discesa quota 1960 mt. (lungo il percorso incontriamo due punti attrezzati con catene per superare con tranquillità dei passaggi su roccette).

Rimanendo in quota raggiungiamo il colle di Fetulà a quota 1990 mt. dove sostiamo per il pranzo (punto panoramico).

Il ritorno a ritroso fino al bivio, svoltiamo a destra e iniziamo la discesa ripida passando davanti al Roccho de la Fenétra e la Funzo de lh'Alie, attraversiamo una vasta pineta e raggiungiamo il punto di partenza.

Attenzione: il percorso completo è su sentiero stretto erboso che segue la china molto pronunciata.

Si richiede massima attenzione durante l'escursione (vedi descrizione Equipaggiamento)

La prova della gita è stata effettuata in data 19/09/19.

Aspetti culturali:

Rodoretto è la frazione più popolosa del comune di Prali.

Il suo nome potrebbe derivare dall'arbusto del rododentro, oppure dal corso d'acqua Rio Dorato (in occitano Algo Groso) che scorre infossato e ripido nell'omonimo vallone (Raoudouret significa ripida e piccola dora).

Rimase comune autonomo fino al 1870, per poi essere incorporato in quello di Prali.

In paese troviamo:

Il museo etnografico “La Meizoun de notri donn”
Questo è stato il nome scelto per il museo, in quanto non si tratta di una semplice esposizione statica di oggetti ed utensili del passato, ma è nato cercando di ricreare degli ambienti di vita e come tale in continuo divenire e trasformarsi...
Attualmente il Museo è strutturato su tre piani. (La stalla per il momento non ancora aperta al pubblico, perché dev’essere terminata).
Interessante per gli adulti, che ritrovano oggetti ormai dimenticati o dei quali non conoscevano l’esistenza, ma lo è ancora di più per giovani e bambini, sopratutto a livello didattico.
Il suo interesse non termina tra le mura del museo vero e proprio, ma continua anche all’esterno, dove attualità e tradizione convivono ancora a stretto contatto.

Il Tempio Valdese è situato nella parte alta di Rodoretto,come dominasse il paese, infatti per accederci è necessario salire una ripida scalinata. Progettato da Eugenio Castaldi, risale al 1845.

La Chiesa Cattolica è situata al centro del Paese ed è dedicata al Santo Patrono San Lorenzo festeggiato il 10 Agosto. La stessa esisteva già nel XVI secolo e fu ricostruita nel 1835. Un anno dopo, circa, nel 1845 una valanga portò via la Sacrestia.

Si fa presente che il raggiungimento della meta terrà conto delle condizioni meteo del momento e sarà deciso ad insindacabile giudizio degli accompagnatori.


Photo Gallery

Back to top