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Le principali rocce metamorfiche delle Alpi Occidentali: descrizione e rassegna fotografica.


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Descrizione

Le principali rocce metamorfiche delle Alpi Occidentali:

descrizione e rassegna fotografica.

Usi delle rocce metamorfiche delle Alpi Occidentali.

 

 

Ore 21.00 presso la sede sociale UET  al Monte dei Cappuccini.

Relatore: Dott.Luigi Leardi

L’incontro è finalizzato a fornire agli appassionati di montagna e partecipanti alle diverse escursioni organizzate dal CAI, gli elementi di base per riconoscere le più comuni rocce metamorfiche che costituiscono le Alpi Occidentali e che normalmente possiamo incontrare in Piemonte e Valle d’Aosta.

Le rocce metamorfiche sono derivate dalle rocce eruttive (magmatiche effusive ed intrusive), dalle rocce sedimentarie e da preesistenti rocce metamorfiche, dopo aver subito profonde trasformazioni durante l’orogenesi alpina, per effetto delle alte temperature e forti pressioni che hanno determinato la formazione delle Alpi.

Verranno descritte ed illustrate con pochi e semplici diagrammi e con diverse fotografie:

  • le modalità di formazione e nomenclatura delle principali rocce metamorfiche delle Alpi Occidentali,
  • come si sono trasformate le rocce originarie nelle rocce metamorfiche, in condizioni di pressione e temperatura diverse,
  • quale struttura, colorazione e aspetto più comune e tipico assumono le rocce metamorfiche in affioramento, a seconda del diverso grado metamorfico che le caratterizzano.

La seconda parte dell’incontro tratterà, sempre con un ampia rassegna fotografica, quali rocce metamorfiche sono state utilizzate come pietre da costruzione e per funzioni ornamentali nell’architettura urbana,  storica e contemporanea, per la realizzazione di palazzi, porticati, pavimentazioni dei più significativi monumenti della Città di Torino e del Piemonte e, in particolare:

  • le serpentiniti e l’amianto di serpentino (crisotilo), oggetto di un’intensa attività mineraria in Piemonte e di lavorazione nell’area casalese nel secolo passato, ma la cui produzione ed utilizzazione a livello industriale ha determinato gravi patologie sulla salute umana, che continuano a manifestarsi ancora oggi, a diversi decenni dalla cessazione dell’impiego.
  • le prasiniti e i calcescisti, rocce derivate dal metamorfismo di colate basaltiche e dei relativi sedimenti di copertura di un originario fondo oceanico scomparso, utilizzate tra l’XI e XII secolo per la costruzione del monumento simbolo della Regione Piemonte: la Sacra di San Michele della Chiusa,
  • gli gneiss, rocce diffusamente utilizzate in Piemonte, già in epoche storiche per i tetti delle abitazioni in ambito montano e , in epoche più recenti, per le pavimentazioni delle piazze, per la costruzione delle colonne di parte dei porticati di via Roma e come elementi di copertura della Mole Antonelliana,
  • i marmi, che con le loro diverse colorazioni a seconda dei luoghi di provenienza, adornano numerosi edifici e luoghi simbolo come le facciate esterne del Duomo di Torino e di Milano, di Palazzo Madama e delle Chiese di Santa Cristina e San Carlo, ma, soprattutto, sono stati utilizzati negli interni di palazzi e di luoghi di culto di epoca barocca, che più di altri caratterizzano la nostra città, come la Basilica di Superga e la Cappella della Santa Sindone.


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