• Escursionismo Estivo

CAMMINI DOLCI: PRATOVIGERO ED IL PRODIGIO A PIE' DELL'ALPE


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Descrizione

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UET organizza il 3 dicembre 2025

 Pratovigero ed il Prodigio a Piè dell’Alpi

 

Località di ritrovo : 

Corso Regina Margherita angolo Corso Potenza (ex Ist. Maffei) alle ore 8:15 - partenza alle ore 8:30

In alternativa a Trana ore 9:15 nel parcheggio del ristorante Don Pedro in Via Sangano 2 (subito prima del ponte di Trana arrivando da Sangone) .                   

Orario di inizio dell’escursione: ore 9:45                                                        

Dislivello: da 434 m a800 m

Difficoltà : T                                

Tempo di percorrenza dislivello: 0,45 h         

Equipaggiamento:                       

La gita si svolge su carrareccia bianca con fondo talora sconnesso. Sono necessarie, in considerazione anche della stagione, pedule efficienti, pantaloni lunghi, pile, giacca a vento, mantella e ombrello in caso di maltempo, cappello. 

Utili i bastoncini telescopici.

Punti acqua lungo il percorso:     no

Mezzi di trasporto: Indica nel form di iscrizione, se:

  •        Hai bisogno del passaggio in auto? (SI/NO)
  •        Sei disponibile a portare nella tua auto soci iscritti alla gita? (SI/ NO/NON DISPONGO DI AUTO)
  •        Quale luogo di ritrovo  - fra quelli specificati nella scheda –  intendi raggiungere?

Si ricorda che ciascun componente trasportato è tenuto al pagamento della quota parte del costo di viaggio

Iscrizioni: 

Entro il martedì 2/12 precedente la gita tramite l’apposito form presente in questa stessa pagina web.

Per motivi organizzativi, iscrizioni successive potrebbero non essere accolte.

Dopo la compilazione del form è necessario attendere una e-mail di autorizzazione a partecipare all’escursione.

Nel caso di mancata ricezione della risposta, contattare entro il 2/12 precedente la gita, uno degli accompagnatori.

*NOTA: La Sottosezione U.E.T. del CAI TORINO raccomanda per partecipanti non soci la copertura Assicurativa Infortuni di € 8,40 al giorno e la copertura Soccorso Alpino di € 4,55 al giorno (la documentazione delle polizze ed i limiti di copertura sono scaricabili al seguente link: https://www.cai.it/associazione-3/assicurazione/). Per i non soci, l’assicurazione se richiesta, deve essere pagata tramite bonifico bancario alla U.E.T. (IBAN IT12O0200801111000101494131 causale "Nome Cognome Assicurazione Infortuni+Soccorso Alpino") inviando per email al Capo Gita la ricevuta dell'avvenuto pagamento, ENTRO il giovedì precedente l’escursione, comunicando nome, cognome, data di nascita nello spazio dedicato ai “Messaggi (facoltativi)”. L'accettazione della iscrizione alla gita da parte del Capo Gita sarà subordinata al suo ricevimento a mezzo email della ricevuta del pagamento avvenuto

Costi: 3 euro(spese organizzative)

Accompagnatori: M.Zanotto (3401427092), D.Biolatto (3484024822)         

Cartografia: Fraternali n.4 1:25.000 (4 - Bassa Valle Susa, Musinè, Val Sangone, Collina di Rivoli)                                                     

Descrizione della gita:

Dalla sp589, nei pressi del curvone di Trana, prendere la strada per Pianca, che costeggia il Sangone, per poi svoltare poco più avanti a sinistra continuando sulla strada Biellese in salita, e una volta giunti al cartello della strada bianca per Pratovigero, parcheggiare le auto a bordo strada. L’escursione incomincia da questo punto.

Seguendo la stradina bianca che si inerpica sulla sinistra, si arriva alla borgata Pratovigero che con i suoi 800 metri s.l.m., è la più alta del territorio tranese. E’ posizionata in un luogo stupendo, a poche centinaia di metri di dislivello dalla croce eretta, nel 1900 sulla cima Pietraborga, sullo spartiacque fra Sangano e Trana.
Dall’abitato si può ammirare il vasto panorama che spazia dalla Val Sangone alla conca di Avigliana, con i suoi due laghi, e lo sguardo, oltre la cima del Monte Cuneo, giunge fino al comune di Reano e, più in lontananza, alla Sacra di San Michele all’inizio della Val di Susa.

Il borgo, abbandonato per alcuni anni, sta ora rinascendo lentamente. A testimonianza di una vita autonoma ed attiva del passato sono rimaste, purtroppo attualmente in disuso, la vecchia scuola elementare, chiusa nel 1953, la “Cantina della Volpe” ed il forno comune nel quale si cuoceva il pane.
La cappella dedicata a San Pancrazio, costruita nel 1700, richiama ancora oggi, ogni anno, la gente di Pratovigero per la festa patronale.

Raggiunta la borgata di Pratovigero, incontreremo lo scrittore Sergio Vigna, che all’interno della cappella dedicata a San Pancrazio, ci racconterà la storia di un fatto realmente accaduto e da lui romanzato nel suo libro “Prodigio a Piè dell’Alpi” (pubblicato su l’Escursionista UET dal dicembre del 2020 all’agosto del 2021)

Note storiche e culturali

 

Un po' di Valsusa sulle colline di Trana

Nicolas De Catinat maresciallo francese di Luigi XIV detto il Re Sole, dopo, le sonanti vittorie di Casale del 1681 e di Staffarda nel 1690, riprese a scorrazzare con le sue truppe per il Piemonte. Infatti nell'autunno del 1693 la situazione si fece drammatica in Val Susa, tanto che parecchie famiglie lasciarono le loro terre per mettersi al sicuro. Un bel gruppo di gente raggiunse Giaveno.

Vedutala ritennero giustamente non fosse un luogo tranquillo e infatti le truppe del Catinat che incalzavano non tardarono di saccheggiare e mettere a ferro e fuoco il borgo prediletto dal Cardinal Maurizio. I profughi della Val Susa cercarono allora rifugio nei boschi e trovarono un posto impervio, ma adattissimo, verso la cima di una collina che degrada verso est fino all’imbocco della strada del Biellese che porta a Trana. Era un posto bellissimo dal quale si poteva ammirare la splendida conca di Giaveno.

I valsusini. constatato che da lì potevano vedere senza essere visti, decisero di insediarvisi chiamando la località Pravigè, che nel loro gergo significava "posto dal quale si può vedere”. La nuova comunità si dimostrò laboriosa e in pochi anni si costruì un ottimo borgo completandolo, intorno al 1700, con una bella cappella eretta in onore del loro protettore San Pancrazio.

Pravigè ebbe all'inizio del 1900 momenti di espansione, la popolazione salì ad oltre 150 persone. Un sacerdote cappellano, vi svolgeva la missione pastorale ed il comune di Trana istituì la scuola pubblica. Nel 1920 il signor Stefano Ferro apri un'osteria gestita in seguito dai nipoti Laura ed Adriano Cugno che seppero darle un grande impulso, tanto che arrivavano clienti anche da Trana e da Allivellatori di Cumiana.

Era una comunità serena che viveva con la pastorizia, con la raccolta della legna e andando a tagliare il grano nelle cascine della piana. Poi scoppiò la guerra. finì ed i giovani furono affascinati dalla città, la popolazione di Pravigè diminuì quindi rapidamente, il prete se ne andò, si chiuse l’osteria e anche le scuole, con molto dolore dell’ultima maestra Nuccia Sada.

Ora il borgo è quasi deserto, ma chi ha vissuto in quella bella collina torna felice e in gran numero in occasione della festa patronale e da altre manifestazioni che sono parecchie nel corso dell’anno.

La Valsusa giovedì 7 maggio 1998
Ferdinando Sovrano

 

A Pratovigero (Pravigé) sarebbe meglio esserci stati, almeno una volta, in pellegrinaggio. Frazione di Trana, borgata fantasma, Pratovigero è una specie di far west in val Sangone. Se non fosse così fuori mano, così malridotta, così autentica, il forestiero potrebbe immaginare che qualcuno l’ha costruita con lo scopo di set cinematografico e subito abbandonata per fallimento della produzione.
Nessuno la andrebbe a cercare nella Guida Michelin. Ma qualcuno vi capita, per abitudine, per scelta o per caso, e può perfino succedere che, in una certa condizione d’animo, la porti impressa in un particolare tabernacolo della memoria. E se è in grado di ascoltarne il genius loci può anche avvenire che ne diventi il trovatore.

A Sergio Vigna è successo.

 La pioggia, il trovare riparo in una baita abbandonata, una pietra mossa per caso, una scatola di biscotti arrugginita, un vecchio libriccino, una cronaca sul punto di squagliarsi in polvere: ecco l’idea letteraria. Pratovigero ha generato dalle sue rovine un racconto, quasi volesse dare voce alle sue creature, desiderando suggerirlo al viandante scrittore. Nasce Rinaldo, protagonista d’invenzione, e con lui il miracolo di una novella che reca il gusto e la sensibilità delle buone cose antiche…

Federico Audisio di Somma

Sergio Vigna è nato a Torino nel 1945 e vive a S. Bernardino di Trana dal 1969.

Coniugato, con due figlie sposate e due nipoti, Sergio Vigna ha sempre scritto, ma solamente dal 2000, anno in cui ha smesso di girare l’Italia e parte d’Europa come direttore commerciale di un’azienda tessile, si è dedicato in modo più continuativo alla scrittura.

Il suo primo libro è stato per ragazzi, ”Rasim”, seguito dal primo libro per adulti, “Prodigio a piè dell’Alpi” (introduzione di Federico Audisio Di Somma) e dal suo secondo libro per adulti, “La lunga strada” (introduzione di Alessandro Barbero).

In questi anni Sergio Vigna ha scritto molto per giornali ed associazioni, vincendo premi letterari regionali e scrivendo una pièce teatrale rappresentata al teatro Juvarra di Torino.

 

 

Si fa presente che il raggiungimento della meta terrà conto delle condizioni meteo del momento e sarà deciso ad insindacabile giudizio degli accompagnatori.

 


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