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Località di ritrovo : Perosa Argentina (p.za del mercato) ore 7,30
oppure C.so Agnelli (Palazzina Uffici Fiat) ore 6,15 partenza ore 6,30
Orario di inizio dell’escursione: ore 9,00 (Parcheggio Indiritti di Prali Ghigo)
Dislivello: (+) mt.750 Indiritti - Rocca Bianca, (-) mt.100 Rocca Bianca – Lago Envie, (-) mt.650 Lago Envie - Idiritti
Difficoltà : E (su sentiero segnalato)
Tempo di percorrenza: ore 5 A/R (escluso sosta)
Equipaggiamento:
La gita si svolge su sentiero segnalato. Sono indispensabili: pedule o scarponi efficienti, pantaloni lunghi, pile, giacca a vento, mantella o ombrello in caso di maltempo, cappello, occhiali da sole, crema solare, zaino, borraccia.
Utili i bastoncini telescopici.
Punti acqua lungo il percorso: nessuno
Mezzi di trasporto: Indica nel form di iscrizione, se:
Si ricorda che ciascun componente trasportato è tenuto al pagamento della quota parte del costo di viaggio
Iscrizioni:
Entro il giovedì precedente la gita tramite l’apposito form presente in questa stessa pagina web.
Per motivi organizzativi, iscrizioni successive potrebbero non essere accolte.
Dopo la compilazione del form è necessario attendere una e-mail di autorizzazione a partecipare all’escursione.
Nel caso di mancata ricezione della risposta, contattare il sabato mattina, precedente la gita, uno degli accompagnatori.
*NOTA: Le attività organizzate dall'Unione Escursionisti Torino sono rivolte ai Soci del Club Alpino Italiano, in regola con la quota associativa per l'anno in corso. La Sottosezione U.E.T. del CAI TORINO invita i partecipanti non soci a richiedere la copertura Assicurativa Infortuni di € 8,40 al giorno e - se richiesta dalla tipologia di attività - la copertura Soccorso Alpino di € 4,55 al giorno (la documentazione delle polizze ed i limiti di copertura sono scaricabili al seguente link: https://www.cai.it/associazione-3/assicurazione/).
Per i non soci, l’assicurazione, deve essere pagata tramite:
* Satispay utilizzando il QR code presente in fondo alla scheda, oppure
* Bonifico bancario alla Unione Escursionisti Torino (IBAN IT12O0200801111000101494131)
con la causale "Nome Cognome Assicurazione attività del gg/mm/aaaa" inviando per email al Capo gita la ricevuta dell'avvenuto pagamento, insieme alla richiesta di partecipazioneL'accettazione dell'iscrizione alla gita da parte del Capo gita sarà subordinata al suo ricevimento a mezzo email della ricevuta del pagamento avvenuto.
Contributo: 3 euro
Accompagnatori:
Incerpi Valter (ASE capogita tel. 338 2349550)
Giorgis Alberto (AA)
Migliore Pier Mario (ANE)
Carrus Luisella (AE)
Aruga Massimo (AE)
Cartografia: IGC n.105 (1:25.000) IGC n.1 (1:50.000) Fraternali n.5 (1:25.000)
Descrizione della gita: Dal parcheggio (mt 1600) si prende il sentiero che parte dalla borgata Indiritti fino al bivio a sinistra per la Colletta Sellar (mt 1850). Procediamo a sinistra fino a incrociare la strada sterrata (mt 2000) che porta alla Colletta. Tralasciamo la sterrata e procediamo a destra su sentiero che ci porta alla cima Rocca Bianca (mt 2342). Dalla cima ci dirigiamo verso il Lago di Envie (mt 2314) con sosta pranzo.
Il ritorno viene effettuato sul sentiero che scende alla borgata Indiritti.
Storia e Talco
Per secoli, gli abitanti della valle hanno lavorato sottoterra per estrarre rame, grafite e soprattutto talco, noto come il “Bianco delle Alpi”, tra i più puri al mondo. L’estrazione mineraria ha rappresentato una fonte di reddito fondamentale e ha modellato la vita e il paesaggio locale. Oggi il talco di Prali è certificato ISO 9002 per la sua qualità e viene impiegato in cosmetica, farmaceutica e industria.
Praly
Le prime tracce della sua esistenza sono dell' XI secolo, ma il primo documento ufficiale che ne attesti l'esistenza è del 1462. Fin dall'inizio è documentata la presenza dei valdesi che nel 1533 vi celebrarono un Sinodo per confermare l'adesione alla Riforma Protestante. Nel 1556 fu costruito nella frazione di Ghigo un tempio per tutti i valdesi dell'alta val Germanasca.
Tra il 1630e il 1655 fu colpita dalla peste e poi distrutta dalle truppe dei Savoia. Nel 1686 gli abitanti si arresero ai Francesi che avevano già distrutto Angrogna e Torre Pellice. Il tempio valdese fu trasformato in chiesa cattolica.
I valdesi ritornarono dall'esilio di Ginevra nel 1689 (il cosiddetto Gorioso rimpatrio), ma il comune fu nuovamente occupato dai francesi. Passò poi ai Savoia, che cercarono di riportarvi il cattolicesimo: nel 1767 Carlo Emanuele III fece ricostruire una chiesa cattolica nella frazione Villa.
Fu poi occupato da Napoleone e nel 1815 passò definitivamente ai Savoia.
Nel 1937 il regime fascista italianizzò il suo nome da Praly a Prali.
Si fa presente che il raggiungimento della meta terrà conto delle condizioni meteo del momento e sarà deciso ad insindacabile giudizio degli accompagnatori.